Inverno, a scuola di surf in Liguria

In Liguria le mareggiate invernali perfette per il surf. A Recco la Surf School più grande in Italia

C’è Nicole, 11 anni, lunghi capelli biondi, che ama surfare e non vede l’ora di fare il camp a fine stagione in Francia con gli altri ragazzi. C’è Annamaria, più sportiva, le piace prendere le onde e ha la passione per il mare. E poi c’è Andrea, 10 anni, che sta imparando il surf perché delle onde gli piace “l’altezza”. A questa risposta, Serena Gallone della Blackwave Surf School, la scuola di surf con il numero maggiore di associati in Italia e l’istruttore, Giacomo Beniamini, si guardano un po’ perplessi. Che vorrà dire? Chissà… forse Andrea è già un “soul surfer”, uno con l’approccio “mistico”, un po’ come Bodhi (Patrick Swayze), in Point break.

Ma qualunque aspetto voi amiate del surf, sportivo, sociale, naturalistico o mistico appunto, in Liguria potete trovarlo. Sia che cerchiate l’adrenalina nello sfidare le onde o che vogliate fondervi completamente con il grande fratello blu, la natura e l’ambiente, in Liguria potete farlo. Anche d’inverno. Soprattutto con il freddo. E quelli della Blackwave Surf School di Recco lo hanno capito benissimo: tra Recco e Bogliasco è nata una nutrita schiera di cacciatori d’onde, fanatici del tube, gente che d’inverno cambia pelle e ne indossa una scura di neoprene per tuffarsi tra le onde agitate dal maestrale. E oggi qui si può anche imparare a surfare.

“D’inverno, in Liguria, le condizioni per fare surf sono quelle ideali – dice Serena Gallone, 32 anni d’età, ma già 20 anni di surf alle spalle – l’esposizione alle mareggiate di libeccio e di maestrale ci regala onde perfette e ci sono “spot” di qualità molto alta”.

Gli spot sono le spiagge, i punti migliori per fare surf: in Liguria sono parecchi.

“I più famosi sono a Levanto, Chiavari, Bogliasco, Varazze, Andora e Diano Marina. Quando c’è onda la notizia si diffonde in un attimo e arriva gente dal Piemonte e dalla Lombardia. Tanti non sono mai saliti su una tavola e vogliono imparare. I liguri, invece, li riconosci subito: sono quelli più esperti, che sfidano le mareggiate più impegnative”.

È una bella giornata di sole anche se l’aria punge. Il vento non è forte ma il mare è grosso, quanto basta per creare dei bei “tubi” nella diga di Recco. In acqua ci sono già una ventina di ragazzi con le loro tavole, ma continuano ad arrivarne. Guardandoli, mi chiedo quali caratteristiche deve avere uno spot per attirare i surfisti.

In Liguria ci sono diversi spot con molti tipi di fondale che vanno bene: beach break, point, riff…– mi risponde Serena – Il beach break è un fondale sabbioso, spiagge abbastanza grandi con onde ripidine ma semplici, buone per imparare, come Andora e Diano Marina; poi ci sono i riff, come Varazze: fondali di roccia mista a sabbia con onde precise, che si rompono sempre nello stesso punto; infine ci sono i point, come La Santa di Varazze, con fondo di roccia e il molo su cui l’onda si srotola. Recco è un mix perfetto tra beach break e riff, con una barriera sommersa che fa rompere le onde e sabbia nella parte più vicina a riva”.

Qual è l’attrezzatura necessaria? Di cosa ha bisogno chi vuole cominciare a fare surf?

“Per cominciare, soprattutto nella stagione invernale, è fondamentale una muta e anche dei calzari in neoprene, se ci tenete alla sensibilità dei vostri piedi. Poi serve la paraffina, una cera particolare per creare il giusto grip e infine la tavola. La tavola è un mondo a parte: per cominciare serve uno spugnone, i più bravi, come Serena, usano lo shortboard, oppure esistono le longboard, stili completamente diversi. Bisogna imparare a scegliere le tavole in base alle onde: per il mare più grosso va meglio una short, con il mare più calmo si prende la long, io, ad esempio, me le porto entrambe nel furgone e poi al mattino dopo il caffè, decido… Da noi comunque si può affittare tutto il necessario.”

Furgone, levatacce all’alba, tavole, ricerca dell’onda perfetta… proprio come in “Giorni Selvaggi” di William Finnegan, uno dei testi sacri dei surfisti, o in film famosi , “Point break”, “Un mercoledì da leoni”… ma qual è la giornata tipo del surfista ligure?

“La giornata tipo del surfista comincia la sera prima con le previsioni meteo – a parlare è Giacomo, si capisce che è un esperto della ricerca dell’onda – La mattina sveglia all’alba, colazione proteica e poi si parte in furgone a cercare lo spot migliore per le condizioni e per il tuo allenamento. Il surfista ligure deve muoversi sempre alla ricerca dello spot migliore, per questo ci vuole il furgone. Ma c’è anche chi usa la Smart… (ammicca a Serena che sorride). Può capitare di passare ore per strada… poi però anche due ore in acqua a volte ti ripagano di tanta fatica. Pranzo al sole e seconda session verso il tramonto, quando il vento cala. La sera, birretta tutti insieme. Questa è la giornata top. Ma spesso bisogna incrociare lavoro e famiglia con la propria passione e tutto sembra più difficile…”

Tra Recco e Bogliasco il numero dei surfisti è cresciuto tantissimo. Serena conosce anche qualcuno dei “veterani”, i primi surfisti in Liguria.

“Era il surf delle origini, quello dei primi pionieri. Negli anni ’70-’80 non erano in molti. Il surf era appena arrivato in Europa e alcuni temerari cominciarono a cavalcare le onde con tavole costruite da loro stessi. Sentire i loro racconti, quando capita, è bellissimo. All’epoca si conoscevano tutti, ed erano tutti amici. Hanno dato loro i nomi alla maggior parte degli spot. Ora si è persa un po’ di poesia, ma la filosofia è la stessa”.

Arrivano i ragazzi, con le loro tavole, pronti a tuffarsi in acqua. Seguo Nicole, Annamaria e Andrea, che porta in spiaggia quello spugnone più grande di lui. Viene da pensare che questi ragazzi hanno scelto di sfidare le onde gelide anzichè praticare uno sport più comodo. Hanno già superato la loro comfort zone. E se il surf delle origini era mitico, anche quello di oggi non è niente male! La passione è la stessa.