Alla scoperta della valle della nocciola
Cultura, sapore, tradizioni, ecco alcuni buoni motivi per andare alla scoperta della valle della nocciola Misto Chiavari
Un giorno una piccola nocciola è rotolata giù da un albero in Liguria, nell’entroterra di Chiavari e rimbalzando giù, di borgo in borgo, di collina in collina, s’è trasformata in qualcosa di unico e prezioso che racconta un territorio.
A Mezzanego, nell’entroterra di Chiavari, da anni si pratica la “Corilicoltura”, ma che cos’è? Puoi anche non saperlo e goderti torte, dolci e altre specialità del suo prodotto, ma se vuoi scoprirlo visita la Valle della Nocciola scoprirai che cos’è la cultura della nocciola.
Il Museo della Nocciola
Il Museo della Nocciola Misto Chiavari, a Mezzanego in loc. San Siro Foce, racconta la storia e la cultura della nocciola in Val Fontanabuona, un legame antichissimo le cui prime tracce sono di 5000 anni fa. All’interno un percorso che illustra le tecniche di coltivazione, gli strumenti tipici con l’utilizzo di supporti multimediali.

La nocciola Misto Chiavari
È una cultivar locale, prevalentemente nella parte nord orientale della Valle Sturla (Val Carnella), formata dalle nocciole “Del Rosso” (frutto tondeggiante), “Dall’orto” (frutto tondeggiante e guscio sottile) e “Tapparona” (frutto allungato e appiattito) e altre con nomi simpatici (come “Savreghetta” o “Menoia”, “Codina”). Consistono in quello che commercialmente è conosciuto come Misto Chiavari costituito del 55% Dall’Orto, 17% Del Rosso, 16% Tapparona, 12% altre 5 varietà minori. Vengono utilizzate per preparare diversi dolci, per realizzazione della gustosissima salsa di nocciola, cremosa delicata, ideale per condire ravioli in magro e diversi tipi di pasta.

La cultura della nocciola
Negli anni, attorno alla nocciola si è creata una piccola economia, fatta di mestieri e saper fare, conoscenze, tradizioni, ricette. Mezzanego divenne letteralmente “il borgo delle nocciole”: venivano realizzate le tradizionali “reste“, le collane di nocciole che sono un po’ il simbolo del borgo, posto nella importate direttrice tra il Passo del Bocco, e le valli del Parmense.
La raccolta delle nocciole avviene ancora oggi manualmente: a Mezzanego nacquero opifici in grado di lavorarle e selezionarle per la distribuzione che raggiunse il suo picco negli anni ’50 del ‘900, quando venivano spedite soprattutto in basso Piemonte. Uno di loro è sopravvissuto per un misto di tenacia e tradizione: l’opificio della famiglia Cogozzo. Lì una macchina di legno azionata da nastri e carrucole, seleziona le nocciole per grandezza e tipologia, risparmiando all’uomo un lavoro da esaurimento nervoso: quello di scegliere ad una ad una migliaia di nocciole. Vederla in funzione, oggi ai tempi dell’Intelligenza Artificiale, rende ancor più bello e buono il risultato: i sacchi pieni di nocciole.

La pasticceria Barbieri
Se già dal mare, da Chiavari, si sente profumo di nocciola: è merito della Pasticceria Barbieri. La sua è la storia di come la tradizione e la creatività possono andare bene insieme e d’accordo: frequentando un corso di pralineria e cioccolateria ad Alba, Piero Barbieri pensò che poteva usare le macchine utilizzate in Piemonte per produrre una famosa crema spalmabile anche per creare creme a base di nocciola Misto Chiavari. Fu così che a inizio 2018 nacque la Chiavarina, crema spalmabile composta al 50% di nocciole Misto Chiavari, con aggiunta semplicemente di zucchero semolato e di una piccola percentuale (il 6%) di cacao. Il prodotto ebbe così successo che ne nacque un marchio registrato.
Aggiudicarsi oggi uno dei suoi vasetti da 200 grammi è un bel souvenir di questo territorio unico.

