Toccata e fuga enogastronomica invernale in Liguria

Qualche idea per una toccata e fuga enogastronomica invernale in Liguria: cibi caldi e buoni, vini che scaldano il cuore

L’inverno è la stagione perfetta esplorare la Liguria con il palato: ma comodamente, con le gambe sotto un tavolo apparecchiato (rigorosamente con una tovaglia  a quadretti). Ci sono sapori che d’inverno esplodono, il tepore di una stufa, di un forno o di un caminetto fanno parte della ricetta e, a dispetto dei luoghi comuni, anche l’accoglienza sa essere calorosa.

Capra e fagioli

Capra e fagioli
Capra e fagioli

Capra e fagioli è un piatto con i gusti dell’antica cultura agropastorale della Liguria di confine

Capra e fagioli è una ricetta tipica dell’entroterra ligure, soprattutto della Val Nervia, dove le Alpi offrono pascoli generosi e negli orti vengono ancora coltivati preziosi legumi. La carne di capra è tra l’eccellenze gastronomiche di questa porzione di territorio ligure e l’abbinamento coi fagioli bianchi di Pigna, Badalucco e Conio è perfetto. Si associa bene al Rossese di Dolceacqua.

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Buridda

Buridda di seppie
Buridda di seppie

Un piatto ricco di pesce: la Buridda è un vero atlante di quel che si muove ventimila leghe sotto il mar Ligure

Nella buridda c’è di tutto, si dice a Genova. Si tratta di una zuppa di pesce che si prepara facendo cuocere in un tegame (rigorosamente di terracotta) qualità svariate di pesce generalmente di scoglio, o frutti di mare, o stoccafisso, o seppie, in un intingolo d’olio e altri gusti. Se vuoi assaggiare i fondali del Mar Ligure, ora come fare. Nella buridda c’è di tutto, tanto che il termine in dialetto, significa “confusione“, “mescolanza”, “Varietà”. Si associa bene ad un bicchiere di Colline del Genovesato o di Golfo del Tigullio Portofino

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Zemin (o zemino) di ceci

Zemin di Ceci
Zemin di Ceci

Lo Zemin o Zemino è una minestra vegetale liquida a base di bietole o spinaci e ceci: vegana a sua insaputa

Lo Zemin o Zemino è una minestra vegetale liquida a base di bietole o spinaci e ceci: vegana a sua insaputa. Come tutto, in Liguria, la parola arriva da lontano: “zemin” arriverebbe dall’ arabo “as-seminu” che significa “salsa densa”, poi traformatasi nella gustosa, delicata e leggera vellutata preparata con verdure fresche di stagione, che porta in tavola la genuinità dell’orto ligure. Lo zemin (o zemino) di ceci Semplice da realizzare, è un pasto sano ricco di proprietà nutritive e disintossicanti. Da bere con un bel bicchiere di Granaccia

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Stoccafisso accomodato

Lo “stoccafisso”
Lo “stoccafisso”

Uno degli odori e dei sapori da non perdere per cogliere l’anima di Genova

Un odore comune nei vicoli di Genova. Un sapore unico sulle tavole apparecchiate a quadretti bianchi e rossi del centro storico: quella dello “Stoccafisso accomodato” è una storia che più ligure non si può. Da gustare con in bel bicchiere di Gianchetta Genovese

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Minestrone Genovese

Minestrone genovese
Minestrone genovese

Semplice e gustoso, povero ma buono, il minestrone è diventato una bandiera della gastronomia ligure.

Il segreto della cucina ligure? È sostanzialmente povera, ma è ricca di creatività, l’ingrediente più importante in cucina. Un esempio arriva dal minestrone, piatto fatto con pochi ingredienti, “povero” per antonomasia, ma diventato una bandiera e con il tocco finale del maestro: il pesto.

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Farinata

Farinata
Farinata

Dalla battaglia della Meloria nacque un mangiare adatto a tutti: celiaci, vegani e vegetariani compresi. 

La farinata è una bontà a base di farina di ceci, acqua e olio. Piatto di tradizione molto antica, ha trovato una nuova vita nello slow food: si dice che nacque nel 1284, quando, al ritorno dalla battaglia della Meloria contro Pisa, le navi genovesi, vittoriose, incontrarono una terribile tempesta che rovesciò e mescolò a bordo la farina di ceci e l’olio d’oliva. Oggi è davvero adatto a tutti: celiaci, vegani e vegetariani compresi. Il bello della farinata è anche dove la si va a mangiare: alle “sciamadde” i locali dei caruggi con il forno a legna, sono anche un buon modo per scaldarsi!

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Focaccia di Recco IGP

Focaccia di Recco
Focaccia di Recco

Dici Recco e pensi focaccia: ecco la prelibata Focaccia di Recco col formaggio buona d’inverno, ma anche a primavera, estate, autunno…

Una piccola località affacciata sul mare del Golfo Paradiso ha inventato una delle cose più buone del mondo: la famosa Focaccia (di Recco, appunto). La Focaccia di Recco col formaggio è un prodotto da forno ottenuto dalla lavorazione di un impasto con mezzo chilo di farina di grano tenero, olio extravergine di oliva italiano, 250 grammi d’acqua, sale, farcito con “Formaggio fresco” e successivamente cotto in forno. Recco è la patria della focaccia col formaggio. Insieme ai Comuni limitrofi (Sori, Avegno e Camogli) ne delimita la zona di produzione inserita nel disciplinare I.G.P. redatto e approvato dal Consorzio Focaccia, costituitosi nel 2005.

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