Sarzana candidata ligure a Capitale della Cultura 2028

Sarzana candidata tra le finaliste per Capitale italiana della Cultura 2028, ecco perchè dovrebbe vincere!

Coraggio, audacia, visione, creatività che migliora la vita: Sarzana è  l’“Impavida”, per questo dovrebbe triofare tra le 10 candidate in finale.
Fulcro di un territorio che comprende la Val di Magra, la Val di Vara e il Golfo dei Poeti, aperta verso Lunigiana, Versilia, Cinque Terre e Riviera ligure, storico crocevia di cammini come la Via Francigena e la Via della Costa, Sarzana si candida a Capitale della Cultura 2028. E lo fa da “Impavida”, come chi non si limita a custodire il suo passato, ma lo usa come trampolino di lancio per il suo futuro.
I responsabili di Sarzana saranno convocati per una audizione pubblica giovedì 26 febbraio 2026 nella Sala Spadolini della sede del Ministero della cultura per illustrare nel dettaglio il progetto e rispondere alle domande dei giurati.  L’audizione sarà trasmessa in diretta streaming sul canale YouTube del Ministero della cultura. La proclamazione della Capitale italiana della Cultura si terrà mercoledì 18 marzo alle ore 11. Alla città vincitrice verrà assegnato da parte del Ministero della cultura un contributo finanziario di un milione di euro, per realizzare le iniziative e gli obiettivi delineati nel dossier di candidatura.

Sarzana Candidata capitale italiana della cultura 2028
Sarzana Candidata capitale italiana della cultura 2028

La storia di Sarzana

Sarzana nasce e si sviluppa come erede della decaduta città romana di Luni, a partire dall’anno 1000 circa. Luogo di intersezione, crovevia tra la Via Aurelia e la Via Francigena, divenne una posizione strategica contesa da potenze vicine. Dal 1204 fu sede vescovile e subì poi il dominio di Lucca (Castruccio Castracani), Pisa, Firenze e Genova, passando definitivamente sotto la Repubblica di Genova nel 1562. Conosciuta come centro della Lunigiana, è famosa per il patto di Dante con i Malaspina nel 1306: il sommo poeta il 6 ottobre del 1306 giunse a Sarzana chiamatovi per siglare la pace fra i Malaspina e il Vescovo Conte di Luni, protetto dalla potente famiglia dei Fieschi. In seguito, la città tornò sotto il dominio della “Superba”, prima attraverso il Banco di San Giorgio e, nel 1562, direttamente alla Repubblica di Genova, sotto cui rimase per due secoli fino all’annessione della Liguria al Regno di Sardegna.
Nel 1921, Sarzana fu protagonista di un coraggioso episodio di resistenza contro le violenze fasciste, i noti “fatti di Sarzana“.

Piazza Matteotti, Sarzana
Piazza Matteotti, Sarzana

Sarzana Impavida come il suo teatro

Non è un caso che Sarzana abbia scelto “l’Impavida” come slogan della sua candidatura a Capitale della Cultura: una delle maggiori istituzioni culturali della città, il suo teatro, ha nome proprio degli Impavidi. Si chiama così per via dei suoi fondatori, cittadini che, con coraggio e spirito d’iniziativa crearono un teatro per la loro città, finanziandolo privatamente come recita il motto latino sulla facciata: “Fingendis moribus relaxandis animis virtutibus aemulandis aere collato extruebant impavidi, MDCCCIX”, “Fingendo una morale, rilassando la mente ed emulando le loro virtù, l’hanno costruito con orgoglio. Impavidi, 1809”. Crollato e danneggiato nella seconda guerra mondiale, rinacque rispettando il suo nome. Secondo, per capienza, in provincia di La Spezia, è gestito dall’Associazione Culturale Gli Scarti, un’impresa culturale nata nel 2007 da un gruppo di giovani artisti, operatori e tecnici che garantisce cartelloni ricercati e mai scontati.

Teatro degli Impavidi Sarzana
Teatro degli Impavidi, Sarzana

Sarzana e le sue fortezze

Città da sempre contesa, Sarzana da sempre ha dovuto difendersi. Le sue “armi”, due splendide fortezze sono ancora valide oggi, ma ospitano spesso mostre e manifestazioni.
La Fortezza di Sarzanello, uno dei simboli della città di Sarzana, sorge sulla collina di Sarzanello e domina, dall’alto, la Val di Magra. Menzionata per la prima volta nel 963, Castruccio Castracani, figura nella quale Niccolò Machiavelli avrebbe identificato “Il Principe”, scelse Sarzanello come sua dimora quando fu vicario imperiale dal 1314 ed il 1328 e subì nei secoli adattamenti e trasformazioni come la realizzazione del revellino triangolare, ma fu Lorenzo de’ Medici dopo la Guerra di Serrezzana (di cui ogni anno si fa una famosa rievocazione) a ordinare la costruzione della Fortezza nella sua attuale forma. I lavori, iniziati nel 1493, vennero terminati nel 1502 dalla Repubblica di Genova sotto il cui controllo rimase fino all’unità d’Italia. Oggi è ospita visite guidate ed è sede di eventi e pubblici e privati.
La Fortezza Firmafede, chiamata anche Cittadella, sorge al bordo delle mura cittadine è proprio all’interno del centro storico di Sarzana. Fu ricostruita fra il 1487 e il 1492 da Lorenzo il Magnifico con il contributo dei migliori architetti militari dell’epoca come Giuliano da Sangallo, Francesco di Giovanni detto il Francione e Luca del Caprina. Oggi è un polo culturale che ospita mostre ed eventi di interesse nazionale come il Festival della Mente.

Fortezza Firmafede, Sarzana
Fortezza Firmafede, Sarzana

Gli eventi

Sarzana ospita eventi ormai consolidati e famosi nel panorama culturale italiano:
Festival della Mente: si svolge ogni anno a fine estate nel borgo storico di Sarzana, all’interno dell’imponente fortezza di Firmafede e in vari luoghi della città ed è dedicato alla creatività. Tra i festival più longevi in Italia ha in programma incontri con giornalisti, filosofi, scienziati e scrittori, concerti e performance artistiche.
Sarzana Senza Tempo: è una grande rievocazione autunnale che riporta la città ai tempi di Lorenzo Il Magnifico durante la Guerra di Serrezzana: all’interno della Cittadella verranno allestiti mercati artigianali e ci saranno attività di falconeria, esibizioni, duelli per arrivare al torneo di Lorenzo il Magnifico e il corteo finale.
La Soffitta nella Strada: vecchi libri, poster, mobili, radio, passatempi; antiquariato, modernariato, collezionismo. Ad agosto a Sarzana si butta la soffitta per strada e si fa uno dei mercati “brocante” più importanti del Nord Italia.
Sarzana Napoleon Festival: Napoleone e Sarzana hanno un legame indissolubile: i componennti della famiglia dei Buonaparte furono, dall’inizio del secolo XIII alla metà del secolo XVI, i massimi esponenti della vita cittadina con sindaci, ambasciatori, procuratori, notai e membri del Consiglio degli Anziani. Ebbero anche legami con importanti famiglie locali come i Malaspina. Poi, come molte allora, emigrarono in Corsica, che all’epoca era un possedimento della Repubblica di Genova. Il nome cambiò da “Buonaparte” a “Bonaparte”, di più semplice pronuncia in francese. La città ha spesso celebrato il suo illustre cittadino con un Festival Napoleonico.
Al Museo Diocesano.

Festival della Mente, nella Fortezza di Sarzanello
Festival della Mente, nella Fortezza di Sarzanello

Due le mostre attualmente in corso:
Renato Guttuso. Il colore della realtà alla Fortezza Firmafede di Sarzana
– Giuseppe Veneziano. Anthology alla Fortezza Firmafede di Sarzana

Sarzana crocevia di vie e cammini

Sarzana, storicamente, è un importante crocevia di cammini religiosi ed escursionistici come l’Alta via dei monti liguri. Si posiziona come punto d’incontro tra la Via Francigena (lungo la direttrice Canterbury-Roma), la via Aurelia e la Via della Costa (che prosegue verso Santiago). A due passi dalla tappa finale dell’Alta Via dei Monti Liguri (Valico dei Solini – Ceparana)  e da quella iniziale del Sentiero Liguria, il tracciato destinato agli escursionisti che si snoda per 675 km di sentieri da Luni a Ventimiglia e con 30 tappe in 4 aree territoriali.
E invece preferisci la bicicletta, passerai di qui percorrendo la Ciclovia Tirrenica, una serie di itinerari ciclabili sicuri in Liguria, da Ventimiglia a Sarzana.

La VIa Francigena
La Via Francigena

Cosa mangiare a Sarzana?

La Spongata è il dolce tipico di Sarzana, rappresenta il suo carattere ibrido da Liguria e Toscana e il suo temperamento, dolce ma determinato. Del resto, da Sarzana sono passati un po’ tutti: condottieri, poeti, papi, generali, pellegrini e soldati. Una città come questa non poteva non generare un dolce che non contenesse tutto questo: una sottile sfoglia di cultura romana con dentro un po’ tutti i sapori del mediterraneo, dalla pasticceria ebraica ai canditi dei mori, dalla sobrietà dei dolci genovesi ad una spruzzata di gusto mediceo e addirittura asburgico. Perchè quello che fa oggi l’A 12 lo faceva forse meglio un tempo la via Francigena. E’ un dolce di forma rotonda con aspetto spugnoso, abbastanza semplice da cucinare se si rispettano nel modo corretto i tempi di riposo. La sfoglia superiore è bucherellata, irregolare e ha una glassatura superficiale. Leggi l’intevista a Fiammetta Gemmi, figlia dello storico pasticcere Silvano Gemmi, che per più di sessant’anni fu punto di riferimento assoluto per la Spungata. Clicca qui invece se vuoi la ricetta.