9 grandi autori della letteratura per la Liguria al Salone del Libro Torino

La Liguria nelle pagine di 9 grandi autori della letteratura sono i protagonisti dello stand di Regione Liguria al Salone del Libro Torino

Se vuoi conoscere la Liguria, puoi leggerla con gli occhi di chi l’ha amata. Ecco nove scrittori stranieri che, approdati in Liguria, sono rimasti affascinati dalla bellezza di questa terra, a tal punto da ritrovarla, direttamente o meno, nelle loro pagine.

Lo stand della Regione Liguria al Salone del libro di Torino 2026 si propone questo scopo: abbina immagini evocative del territorio ligure con le citazioni di 9 grandi autori stranieri della letteratura che della Liguria hanno fatto la loro seconda casa o la terra del cuore.

Da Mary Shelley a Friedrich Nietzsche, da Charles Dickens a D.H. Lawrence, da Katherine Mansfield a Elizabeth von Arnim, Virginia Woolf, Lord George Byron e Paul Valéry. Le loro citazioni della Liguria si svelano attraverso i colori che ricordano le mille sfumature di una terra capace di lasciare il segno, non solo negli occhi, ma anche nella letteratura.

Un racconto letterario e visivo che fa da cornice alla presenza dei 37  editori liguri ospitati nello stand: una vera “casa” della Liguria al Salone, dove trovano spazio incontri, presentazioni e appuntamenti dedicati alla cultura editoriale del territorio.

Sotto lo sguardo di questi grandi protagonisti della letteratura, la Liguria si presenta così come terra capace di lasciare il segno non solo negli occhi, ma anche nelle pagine e nell’immaginario di chi l’ha attraversata e raccontata.

9 grandi autori della letteratura per la Liguria al Salone del Libro Torino
9 grandi autori della letteratura per la Liguria al Salone del Libro Torino

Katherine Mansfield a Ospedaletti

Ospedaletti
Ospedaletti

La scrittrice neozelandese Katherine Mansfield, arriva in Riviera tra il settembre 1919 e il gennaio 1920 per curare la tubercolosi. Soggiorna a Ospedaletti che descrive come “il più bell’angolo di terra che io abbia mai visto”. Era affascinata dal tempo mite e dall’acqua cristallina che osservava da casetta Deerholm, la “casa delle fate”, una piccola casa nella vegetazione sulla collina occidentale di Ospedaletti.
Mansfield trovò ispirazione nella natura circostante, descrivendo con entusiasmo il giardino, gli ulivi e la collina selvaggia, ma non disdegnava di visitare la Riviera: era solita prendere il tram per Sanremo, lungo la linea Taggia – Sanremo – Ventimiglia, ancora oggi un’arteria importante per il Ponente ligure. E frequentava i numerosi mercati di antiquariato (detti “brocante” da queste parti) faceva la spesa in drogherie e negozi del centro storico di Sanremo, la famosa Pigna che qualche anno più tardi Italo Calvino raccontò ne “Il Sentiero dei nidi di ragno”.


Charles Dickens a Genova

Veduta del centro storico di Genova
Veduta del centro storico di Genova

Nel 1844 Charles Dickens soggiorna a Genova, prima a Villa Bagnarello ad Albaro e poi a villa Pallavicino delle Peschiere. Lo scrittore resta colpito dal blu del mare, dal porto “maestoso”, dai palazzi “arrampicati sulle colline”, dai “giardini sopra giardini”, dalla distesa di tetti ammassati del centro storico.
La Genova di Dickens è una città pittorica e sensoriale, fatta di scalinate vertiginose, discese improvvise, campane che risuonano tra i palazzi, luce e ombra che si inseguono. Un vero labirinto urbano, capace di suscitare meraviglia e inquietudine insieme. Le sue impressioni confluirono in Pictures from Italy (Impressioni italiane, 1846), uno dei resoconti più vividi dell’Italia vista da uno sguardo straniero.


La “Notte genovese” di Paul Valéry

Salita di San Francesco, Genova
Salita di San Francesco, Genova

Il poeta e scrittore francese Paul Valéry a fine Ottocento soggiorna a Genova a Palazzo Montanaro. Nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1892, la cosiddetta Nuit de Genes, durante un violento temporale Valéry decide di abbandonare la poesia per dedicarsi al culto dell’intelletto, segnando una svolta radicale nella sua vita e nella sua opera. La sua ricerca si concentrò sull’architettura del pensiero, sulla danza della mente e sulla precisione del linguaggio, temi che avrebbero portato, anni dopo, al ritorno alla poesia con capolavori come Il cimitero marino.
La Genova di Valéry è quindi una città interiore, un crocevia di mare e pietra dove il pensiero si fa lucido, tormentato e, infine, profondamente poetico, pur nel rifiuto delle forme poetiche convenzionali.


Elizabeth von Arnim a Portofino

Castello Brown di Portofino
Castello Brown di Portofino

Elizabeth von Arnim ha celebrato la Liguria nel suo romanzo del 1922, Un incantevole aprile, ispirato a una sua vacanza del 1920 al Castello Brown di Portofino. La scrittrice racconta la storia di rinascita di quattro donne inglesi tra i glicini e i paesaggi del borgo, trasformando la sua esperienza personale e il paesaggio ligure, le passeggiate verso il faro e la quiete del promontorio in un classico della letteratura, descrivendo la Riviera come un paradiso “taumaturgico” in grado di guarire l’anima.


Friedrich Nietzsche a Rapallo

Rapallo
Il Castello di Rapallo

Friedrich Nietzsche Nietzsche soggiornò a Rapallo nel novembre del 1882. Durante l’inverno 1882–1883, prese alloggio in un piccolo albergo sul mare (probabilmente l’Hotel de la Poste). Nonostante le difficoltà di salute, fu proprio in questo periodo che trovò l’ispirazione per comporre la prima parte di “Also sprach Zarathustra” (Così parlò Zarathustra). Percorreva spesso i sentiero costiero Rapallo – Zoagli – Portofino, trovando spesso nella natura ligure la scintilla creativa.


Mary Shelley a Lerici

Lerici
Lerici,  borgo

Nel 1822 Mary Shelley soggiornò tra Lerici e San Terenzo tra il 1822 e il 1823 in un periodo cruciale e al tempo stesso tragico, segnato dalla morte del marito in un naufragio. La natura ligure, il mare, il vento, le notti silenziose, diventano per l’autrice di Frankenstein uno spazio di riflessione e scrittura, quasi sospeso tra reale e irreale. Mary Shelley racconta la Liguria come un luogo di incanto e immaginazione, capace di distaccare la mente dalla quotidianità e aprirla a visioni profonde. Per raccontare questo legame unico tra paesaggio del Golfo dei Poeti e letteratura è nato il Parco Letterario degli Shelley che racconta oggi una Liguria romantica e letteraria, un itinerario culturale che invita a scoprire il territorio attraverso la voce di una donna libera, visionaria e moderna.


Lord Byron a Portovenere

Grotta Byron, Portovenere
Grotta Byron, Portovenere

La grotta sotto la bellissima chiesa di Chiesa di San Pietro, ha preso il nome di Lord Byron per ricordare il poeta romantico inglese che soggiornò a Portovenere nel 1822. Nel settembre 1822 il battello di Lord George Byron attraccò  della baia di San Terenzo. Si dice che Byron, ardito nuotatore, sfidasse le onde del mare del Golfo dei Poeti. A lui è dedicato un famoso trofeo di nuoto. Il suo temperamento romantico e animoso lo portò poco dopo a combattere in morire in Grecia.


Virginia Woolf a San Terenzo

Castello San Terenzo
Castello San Terenzo di Lerici | © WalterBilotta

Virginia Woolf visita la Liguria, in particolare il Golfo dei Poeti, nel maggio del 1933. Durante il soggiorno ligure la scrittrice inglese è affascinata da San Terenzo, di cui appunta nel suo diario descrizioni delle colline, delle case colorate in rosa e giallo e dell’intensa luce mediterranea del borgo. Anche la storia letteraria della baia l’affascinava, calda, ventosa e azzurra, come Villa Magni, splendida, ma teatro del triste episodio degli Shelley, in cui Mary attese invano il marito annegato in un naufragio.


David Herbert Lawrence a Tellaro

fiascherino
fiascherino

Tra il 1913 e il 1914 David Herbert Lawrence vive insieme alla compagna in una “piccola casa rosa di quattro stanze” isolata sulla “baia selvaggia” di Fiascherino, tra Lerici e Tellaro, sormontata da colline di uliveti e vigneti. Divenne amico di un contadino-pescatore condividendone ansie e incanti fino a farne da testimone di nozze. Un luogo gli offrì molti spunti per il suo romanzo L’arcobaleno.