Otto borghi rurali della Liguria

Il fascino delle tradizioni, il contatto con la natura, l’autenticità dei borghi rurali della Liguria

In Liguria ci sono luoghi davvero autentici: borghi, paesini, frazioni spesso sconosciute e lontane dal turismo di massa dove si coltivano tradizioni, costumi, saperi e sapori rurali. Ne abbiamo raccolto un po’, da ponente a levante, per soddisfare chi ha voglia di fuggire dalle solite destinazioni e andare alla ricerca di un turismo autentico e sostenibile, che sa raccontanti il territorio.

Pornassio

Pornassio è un comune sparso situato nell’alta valle Arroscia lungo la strada del Colle di Nava nell’immediato entroterra di Imperia. Il borgo è famoso per la produzione dell’Ormeasco di Pornassio,  pregiato vino rosso locale.  Con un territorio che unisce boschi alpini, storia medievale e tradizioni agricole di grande fascino, è il luogo ideale per dimenticare lo stress di oggi nel quiete dei suoi boschi, mentre i suoi pregiati vigneti si colorano di poesia d’autunno. Sono quelli dell’ottimo vino “Ormeasco” ed “Ormesco Sciac-trà” (rosso a Denominazione di Origine Controllata), un motivo assai valido per scoprire questo Comune montano e la sua gente ospitale. E, perchè non accettare una sfida a bocce da un anziano locale, scoprire l’equitazione o, quando c’è neve, ciaspolare o fare sci di fondo sulle pendici del Saccarello?
D’estate la Festa dell’Uva di Pornassio al Castello di Pornassio celebra il vino di queste parti con stand gastronomici, piatti tipici liguri, musica dal vivo e serate danzanti.

Pornassio
Pornassio

Vessalico

Vessalico è un piccolo comune della provincia di Imperia, in Liguria, situato  a circa 197 metri sul livello del mare nell’alta Valle Arroscia. Il borgo è celebre per la produzione dell’Aglio Rosso di Vessalico, amoso presidio Slow Food, rinomata varietà locale dal gusto delicato coltivata ancora oggi sulle fasce terrazzate con i muretti a secco che circondano il borgo. Se capiti lì per la Fiera dell’Aglio, antica tradizione che ha superato i 250 anni, potrai assaggiare l’Ajè, una maionese arricchita da spicchi d’aglio schiacciati al mortaio, da gustare sui crostini e per gli aperitivi. Ma ogni momento dell’anno Vessalico può stupire, con i suoi stretti vicoli e le case con le porte dipinte, un vero museo a cielo aperto dedicato alle donne, reali o immaginarie, che hanno migliorato il mondo. Donne di scienza, donne che si sono battute contro la violenza di genere e contro l’inquinamento, a favore dei più deboli e per i diritti umani, da Cleopatra a Samantha Cristoforetti, parte del progetto Vessalico Art Doors Fest, un’iniziativa per valorizzare il borgo e per sensibilizzare sull’importanza della donna nella storia. Da vedere anche la Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena e le piccole frazioni di Lenzari, Perinetti e Siglioli.

Vessalico
Vessalico

Rocchetta di Cengio

Rocchetta, frazione di Cengio è un borgo davvero rurale, immerso nel verde della Val Bormida, tra boschi fitti, campi coltivati e antichi sentieri di pietra. Il paesaggio unisce la tradizione contadina a una natura aspra e silenziosa, dominata dal fiume e da vecchie case in pietra. Qui puoi ancora assaggiare il Moco delle Valli della Bormida un antico legume della famiglia della cicerchia, coltivato in Liguria e Piemonte fin dall’età del bronzo Presidio Slow Food e prodotto PAT. Un tempo gli abitanti di Rocchetta erano un tempo chiamati “mangia mochi” tanto era diffuso questo legume. Ma oggi Rocchetta di Cengio è famosa anche per la Zucca in Piazza, tradizionale evento che celebra una delle verdure più versatili della cucina italiana e gli altri prodotti d’eccellenza della Valle Bormida. La preziosa cucurbita, riconosciuta da una vera e propria carta d’identità che ne testimonia la provenienza e le peculiarità, è stata inoltre incoronata “eccellenza enogastronomica del territorio” dal Premio Piccolo Comune Amico, conferito al Borgo della Zucca di Rocchetta di Cengio.

La Zucca in Piazza Rocchetta Cengio
La Zucca in Piazza Rocchetta Cengio

Rialto

Il suo nome deriva da “riatu” cioè “torrente che nasce dall’alto”: infatti poco sopra il borgo, le sorgenti del Pora, nel finalese, danno origine a bellissime cascate naturali.
Da sempre centro agricolo, è diviso in tre contrade: Cheirano, Villa e Creveglione suddivise da rispettivi torrenti fin dal XII sec e collegate da una rete capillare di sentieri e mulattiere, su cui già nel Medioevo i mulattieri trasportavano legname, sabbia per le costruzioni e prodotti della terra come vino, grano, fichi secchi, formaggio e olio. Oggi sono perfette per il trekking e l’escurionismo e vi si respira ancora la vita di un tempo. Nella chiesa parrocchiale di S. Pietro è allestito un piccolo Museo della civiltà contadina, che racconta l’esistenza di Rialto e raccoglie gli strumenti e i saper fare per la raccolta di castagne, carbonaie, pascoli. Sarà davvero come entrare in un’antica casa contadina. Sulla collina della Costa Pelata, un’antica fornace del Mulino, anteriore al Settecento un tempo produceva coppi e mattoni. Da lì gli appassionati del trekking trovano numerose interessanti escursioni per raggiungere il colle del Melogno e il Bric Gettina. Rialto è tra i 20 finalisti del concorso nazionale Capitale Rurale Italiana 2026, promosso da Feries con Agriturismo.it e CaseVacanza.it. Le votazioni online per eleggere il borgo vincitore restano aperte fino al 12 settembre 2026

Rialto
Rialto

Sambuco

Sambuco è un piccolo borgo rurale a 385 m sul livello del mare, isolato e tranquillo nell’alta Val Cerusa, nel comune di Genova, sulle alture di Voltri. Per arrivare fin qui, dei avere dei buoni motivi. Te ne diamo subito due: il primo è che questo posto è ancora un pezzo della Liguria di un tempo fatta di sentieri montani, vita nei boschi e antiche attività artigianali e pastorali scollegate dalla vita della costa. Il secondo sarà certamente più interessante: a Sambuco c’è una delle migliori pasticcerie del genovesato. La Pasticceria di Sambuco è uno dei punti di riferimento dei golosi genovesi: qui puoi assaggiare cose uniche, dai canestrelli ai caporali, dai gubelletti al pandolce. La sua storia parla da sè: nacque nel 1950 grazie alla tenacia del fondatore, Giuseppe Canepa, che senza strade e collegamenti, costruì il forno a legna usando una teleferica. Oggi si viene qui, oltre che per partire o arrivare da stupende escursioni verso il Parco del Beigua e il Monte Reix, anche per assaggiare i dolci di una volta.

Sambuco
Sambuco

Mezzanego

Mezzanego è un comune sparso ligure di circa 1.500 abitanti nella città metropolitana di Genova, situato lungo la verde Valle Sturla in parte incluso nel Parco dell’Aveto.
Ti stupirà che qui, a due passi dal mare di Chiavari e Lavagna, esiste ancora una cultura rurale molto particolare in Liguria. Sei nella Valle della Nocciola: da anni a Mezzanego si pratica la “Corilicoltura”, la coltivazione, raccolta e lavorazione della Nocciola misto Chiavari, una cultivar di nocciola particolarmente pregiata, attorno a cui, negli anni, nocciola si è creata una piccola economia, fatta di mestieri e saper fare, conoscenze, tradizioni, ricette.
A Mezzanego, in loc. San Siro Foce, troverai il Museo della Nocciola Misto Chiavari, che racconta la storia e la cultura della nocciola in Val Fontanabuona, un legame antichissimo le cui prime tracce sono di 5000 anni fa. All’interno un percorso che illustra le tecniche di coltivazione, gli strumenti tipici con l’utilizzo di supporti multimediali.

Mezzanego
Mezzanego

Pignone

Pignone è un antico borgo medievale della Val di Vara, situato nell’entroterra alle spalle delle Cinque Terre, nel Parco di Montemarcello Magra e premiato con la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. Pignone è un vero elogio alle antiche tradizioni, ancora vive e ai piaceri autentici della vita oltre che un viaggio nel tempo, dalla preistoria, come testimoniano alcune grotte della zona. Vieni qui per tuffarti nelle due valli del Pignone e del Casale ricoperte da boschi di castagno e pino, risorsa per il locale artigianato del legno oppure per fare rafting nelle rapide del vicino Vara, il fiume più lungo della Liguria. Ma quando sarà il momento, siediti a tavola e lasciati deliziare da un piatto di gnocchi o dalla torta di patate o una ricetta con uno degli ortaggi che da sempre trovi nell’antico mercato in Piazza Marconi con la loggia del Trecento. Non per nulla qui si svolge Gli Orti di Pignone una mostra mercato in cui trovare ortaggi di stagione, prodotti della Val di Vara o della costa, originari dei produttori locali e imperdibili i piatti della tradizione.

Pignone Borgo
Borgo di Pignone

Corniglia

Corniglia è l’unica delle Cinque Terre a non affacciarsi direttamente sul mare e ad avere una vocazione più spiccatamente rurale. Arroccata su un promontorio alto 100 metri, ha una forte anima contadina e un impianto urbanistico più simile ai paesi dell’entroterra che a quelli marinari. È circondata da vigneti a terrazzamenti coltivati da secoli. Oggi intorno a Corniglia vedrai rotaie che s’arrampicano sulla collina: sono quelle dei famosi monorotaia delle Cinque Terre, trenini che sfidano la forza di gravità e senza cui la vendemmia dello Sciacchetrà sarebbe impossibile. La coltivazione della vite e la produzione del vino avviene qui da tempi antichissimi: su alcune anfore ritrovate a Pompei è stata trovata l’iscrizione “Cornilia”, l’antico nome di Cornelia, lo stesso della gens proprietaria dei fondi.

Trenino nei pressi di Cormiglia
Trenino nei pressi di Cormiglia