Cinque luoghi della Genova di Van Dyck

Ecco cinque luoghi da visitare per rivivere la Genova di Van Dyck e rendere la mostra di Palazzo Ducale ancora più straordinaria

Ad Antoon Van Dyck (1599-1641) il famoso pittore fiammingo, è dedicata la grande mostra “Van Dyck l’Europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova a Londra” allestita dal 20 marzo al 19 luglio 2026 nell’Appartamento del Doge di Palazzo Ducale di Genova e nella Cappella Dogale.

Van Dyck ebbe un rapporto particolarmente stretto con la Superba: ecco alcuni luoghi che completano e arricchiscono l’esperienza della mostra, i posti che ha frequentato, i palazzi, le atmosfere della Genova del Barocco.

Anton van Dyck, Sposalizio mistico di Santa Caterina,1618-1620 © Photographic Archive. Museo Nacional del Prado. Madrid

La mostra a Palazzo Ducale

L’itinerario non può che partire da Palazzo Ducale, sede della mostra che offre il contesto ideale per comprendere il ruolo di Genova nella carriera del pittore. Una retrospettiva con uno sguardo internazionale  e un numero straordinario di opere di Van Dyck (58 in dieci sezioni tematiche), prestate dai più grandi e autorevoli musei d’Europa, tra cui il Louvre di Parigi, il Prado e il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid e la National Gallery di Londra, e italiani, tra cui la Galleria degli Uffizi, la Pinacoteca di Brera di Milano, i Musei Reali di Torino, oltre che da prestigiose fondazioni e collezioni internazionali, quali la belga Phoebus e la portoghese Gaudium Magnum.

Veduta del centro storico di Genova

La Casa-Bottega di Cornelis de Wael a Genova

Lucas e Cornelis de Wael erano due pittori fiamminghi che avevano stabilito una casa-bottega a Genova all'inizio del XVII secolo (1619-1620 circa). La loro dimora era un punto di riferimento per i pittori fiamminghi in città e fungeva anche da luogo di accoglienza e commercio d'arte.
Van Dyck arrivò a Genova il 20 novembre 1621 e trovò alloggio da Cornelis de Wael. Presentato alla migliore aristocrazia cittadina sulla scia della fama di Rubens, che aveva lavorato molto a Genova, Van Dyck cominciò a ritrarre esponenti delle facoltose famiglie del patriziato genovese, gli Spinola, i Durazzo, i Lomellini, i Doria, i Brignole, e altri.
Oggi non è facile capire dove fosse esattamente la casa di Cornelis de Wael, ma si trovava nella zona centrale, vicina alle residenze dei nobili genovesi lori committenti e quindi nei pressi di via Garibaldi.

Via Garibaldi

Via Garibaldi e sistema dei Palazzi dei Rolli

Via Garibaldi è una delle vie più eleganti e iconiche di Genova. Cuore della Genova seicentesca e patrimonio UNESCO è nota storicamente come Strada Nuova o Via Aurea. Progettata nel 1550, è celebre per i suoi 250 metri in rettilineo tra i sontuosi palazzi nobiliari appartenenti alle famiglie più importanti dell’epoca che diedero vita al sistema dei Rolli. Passeggiare tra queste sontuose dimore è una delle esperienze da fare a Genova: balconi aperti lasciano intravvedere stupendi soffitti affrescati e gli androni dei palazzi nascondono sempre sorprese e meraviglie. In una città di contrasti come Genova, a due passi dalla questa magnificenza ci sono i vicoli della Genova popolare cantata da Fabrizio De André.

Palazzo Nicolosio Lomellino

Palazzo Nicolosio Lomellino e Palazzo Spinola di Pellicceria

Palazzo Nicolosio Lomellino rappresenta uno degli esempi più suggestivi degli ambienti frequentati da Van Dyck. I suoi interni decorati, i giardini e le sale affrescate restituiscono la dimensione scenografica e teatrale che ritroviamo nei suoi ritratti. Maestoso edificio del XVI secolo, Patrimonio UNESCO, è noto per la facciata manierista ricca di stucchi, l'atrio ovale, i prestigiosi affreschi di Bernardo Strozzi come l'Allegoria della Fede e gli affreschi dedicati al Nuovo Mondo. Ha un affascinante "giardino segreto" settecentesco con ninfeo, un “giardino all'italiana”, sviluppato su più livelli, con inclusa una grotta con stalattiti, un minareto e un ninfeo con fontane.
Palazzo Spinola di Pellicceria, oggi Galleria Nazionale della Liguria, è una tappa fondamentale per le opere legate direttamente a Van Dyck nel contesto genovese. Conserva dipinti che testimoniano la presenza della scuola fiamminga in città e permette anche di riflettere sulla diffusione dello stile di Van Dyck tra gli artisti locali.

Il piccolo borgo di San Michele di Pagana

Il Crocifisso di San Michele di Pagana

La bellezza in Liguria non si trova solo in palazzi sontuosi. Si nasconde anche in piccoli borghetti affacciati sul mare. Vale la pena di spostarsi a pochi chilometri da Genova per andare a San Michele di Pagana, un piccolo gruppo di case sulla strada che da Rapallo conduce a Santa Margherita Ligure. Lì, nel silenzio della chiesa parrocchiale dedicata a san Michele Arcangelo c’è un vero e proprio gioiello (ora in mostra a Palazzo Ducale), la pala d’altare di Antoon van Dyck: “Francesco Orero in adorazione del Crocifisso alla presenza dei santi Francesco e Bernardo” del 1627. Il dipinto mostra i santi Francesco e Bernardo che presentano a Cristo il committente del dipinto, Francesco Orero, facoltoso farmacista. Orero aveva una casa proprio a San Michele di Pagana e dunque viste anche le dimensioni della tela, Van Dick deve aver lavorato lì. Il dipinto, influenzato dalla pittura di Vouet e Tintoretto, con delle soluzioni luminose degne di Caravaggio, fu preso a modello da molti artisti negli anni successivi.

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