La Liguria di Gino Paoli

Ecco alcuni luoghi da visitare in Liguria ascoltando le bellissime canzoni di Gino Paoli

Gino Paoli (Monfalcone, 23 settembre 1934 – Genova, 24 marzo 2026) nasce a Monfalcone, figlio di Aldo Paoli, un ingegnere navale originario di Campiglia Marittima e di Caterina (Rina) Rossi, trasferitisi a Genova Pegli all’inizio degli anni trenta ma tornati a Monfalcone per il parto.

Cresce a Genova, città a cui resterà profondamente legato per tutta la vita. È proprio nel capoluogo ligure, tra il porto, i caruggi e borghi come Boccadasse, che si forma come artista e trova l’ispirazione per molte delle sue canzoni.

Negli anni ’50 e ’60 diventa uno dei protagonisti della scuola genovese, insieme a De André, Tenco, Lauzi e Bindi, portando nella musica italiana uno stile più intimo e poetico. La Liguria, con il suo mare e le sue atmosfere malinconiche, entra direttamente nei suoi brani, come “La gatta” e “Il cielo in una stanza”.
Paoli ha vissuto a lungo tra Genova e la Riviera di Levante, mantenendo sempre un forte legame con questi luoghi, che rappresentano il cuore della sua identità artistica e personale.

I vicoli di Genova

Il soffitto viola de "Il cielo in una stanza"

"Il cielo in una stanza", con quel "soffitto viola", racconta un incontro intimo avvenuto in un appartamento del centro storico di Genova, in "vico dei Castagna", di prima della legge Merlin (1958). In realtà Paoli dichiarò di essersi innamorato di quella ragazza, un amore che trasformò quello spazio limitato in un'esperienza immensa e sognante, annullando i confini fisici e temporali.

Boccadasse

Boccadasse e la Gatta

Fu la sua prima canzone di successo, nel 1959: "La gatta" ed è indissolubilmente collegata al quartiere genovese di Boccadasse. Nel 1954 Paoli conobbe la studentessa Anna Fabbri, i due si sposarono tre anni dopo e andarono ad abitare in una soffitta vicino al mare a Boccadasse, straordinario quartiere di Genova. La gatta si chiamava "Ciacola" e, ammiccante e sorniona, abitava in quel borghetto sul mare.

Il quartiere Foce a Genova

Il bar dei "Quattro amici"

"Quattro amici al bar" (1991) è una ballata nostalgica sul passare del tempo e le illusioni giovanili. Racconta di quattro amici che sognavano di cambiare il mondo tra discussioni di libertà e ideali, ma che col tempo si adeguano alla vita borghese, restando soli mentre una nuova generazione prende il loro posto al bar. Ma dove era questo bar, chi erano questi quattro amici? In una intervista Gino Paoli dichiarò che quel bar si trovava a Genova in via Casaregis all'angolo con via Cecchi (poi rinominato "Roby Bar" e "Mini Mixing Bar"). Paoli dichiarò anche chi erano quei quattro amici: oltre all'autore, Giulio Frezza, suo amico dai tempi dell'Accademia delle Belle Arti, il giornalista Arnaldo Bagnasco e l'architetto Renzo Piano.

Al Festival di Sanremo

Come molti cantautori Gino Paoli non ebbe un grandissimo amore per il Festival di Sanremo, ma nel 1964 arrivò secondo con "Ieri ho incontrato mia madre" mentre nel 2002 nell'edizione n° 52 fece parte della straordinaria tripletta ligure che conquistò i primi tre posti: primi i genovesi Matia Bazar con “Messaggio d’amore”, seconda la spezzina Alexia, al debutto con “Dimmi come…”, terzo Gino Paoli con il brano “Un altro amore”.

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