Il Sentiero dei Monaci
Genova e dintorni, Portofino e il Tigullio
Un cammino tra chiese e abbazie medioevali, un sentiero sulle orme dei monaci sul monte di Portofino
Un sentiero dove bellezza del paesaggio e misticismo s’intrecciano: il Sentiero dei Monaci è un cammino ricco di spiritualità, quella che eremiti, pellegrini e monaci hanno cercato in uno scenario straordinario che ancora oggi attira per la sua bellezza: il Monte di Portofino.
Guarda il percorso su Outdoor Active e scarica la traccia GPX
Info: https://www.parcoportofino.it/

Le tappe
Dalla Millenaria a San NicolòMortola
San Fruttuoso
Da San Fruttuoso a Niasca
Da S. Antonio di Niasca a S. Girolamo della Cervara

La Millenaria - Ruta di Camogli
Dalla Millenaria a San Nicolò
Un’escursione che dai monti si avvicina al mare nel ricordo della tradizione storica e votiva.
Si parte da una chiesa rurale antichissima, la Millenaria, dedicata al Sacro Cuore di Gesù, situata nella frazione di Ruta di Camogli. Lungo un sentiero ombreggiato nel bosco si arriva a un piccolo altare e, seguendo le edicole con i misteri del rosario, si scende sulla strada antica fra i muretti a secco, fino al nucleo di Galletti. Arrivati a San Rocco si volta a sinistra e si scende lungo una mulattiera in cemento alla chiesa di San Nicolò di Capodimonte con il suo caratteristico belvedere sul mare. Risaliti al bivio (indicatore 72), il percorso procede fino al colorato paesino della Mortola, nelle aree un tempo coltivate dai monaci.

Sul Monte di Portofino
Mortola - San Fruttuoso
Dalla Mortola si gode di un panorama straordinario sul Golfo Paradiso e sul Golfo di Genova: il percorso prosegue sopra punta Chiappa fino alla radura della Toca, e da lì fino al bivio delle Pietre Strette, punto nevralgico dei sentieri sul Monte di Portofino. Una lunga discesa attraverso un'antica lecceta conduce all’Abbazia di San Fruttuoso di Capodimonte, a suo tempo fulcro del potere dei monaci benedettini e ancora oggi un vero gioiello incastonato in una baia cristallina e protetta da torri medievali. Costruita in stile romanico tipicamente ligure, con i marmi bianchi e l'ardesia delle vallate circostanti, ne sono visitabili il Chiostro, il Museo, le tombe dei Doria e la Torre Doria. Di fronte all’Abbazia, nei fondali dell’Area Marina Protetta di Portofino, c'è la statua in bronzo del Cristo degli Abissi, che con le sue braccia alzate veglia su subacquei, marinai e chiunque ami il mare.

eremo di Sant’Antonio di Niasca
Da San Fruttuoso a Niasca
Qui si trovano panorami straordinari in una natura perfettamente conservata: dai fasti della ricca Abbazia, al raccoglimento del piccolo eremo di Sant’Antonio di Niasca.
Dall'Abbazia di San Fruttuoso il sentiero s’inerpica sulle pendici sud del monte di Portofino attraverso fitti boschi di lecci e tratti aperti a picco sul mare, come il meraviglioso punto panoramico di Base 0 da non perdere. In realtà questo paesaggio è la sintesi perfetta tra lo scenario naturale e l'opera dell'uomo che negli anni è intervenuto costruendo muretti a secco, castagneti e coltivando erbe spontanee. Posto in un lussureggiante bosco dietro Paraggi, l’Eremo di Sant’Antonio accoglieva minuscole comunità di monaci eremiti già nel XIV secolo. Oggi vi si può pernottare e ospita una piccola biblioteca tematica con tutti gli approfondimenti sulla storia medievale dei monaci del monte compreso il loro affascinante rapporto con la natura.

S. Girolamo della Cervara
Da S. Antonio di Niasca a S. Girolamo della Cervara
Partendo dalla pace dell’Eremo, luogo solitario e silenzioso ricco di spiritualità e bellezza, si attraversano boschi di castagno lungo un comodo cammino, incrociando il Vallone dell’Acquaviva e quello dell’Acqua Morta, tra scogli e ombrosi lecci della macchia mediterranea. Si giunge al convento benedettino cassinese di San Girolamo della Cervara, costruito nel 1361 e "rivale" storico dell’Abbazia di San Fruttuoso. Moltissimi i visitatori prestigiosi: Petrarca, Santa Caterina da Siena, Papa Gregorio XI, Massimiliano d’Austria e persino Francesco I di Francia che fu qui prigioniero. Il nome “Cervara" (da Sylvaria, poi Servaria, quindi Cervaria), indica l'area boscosa dove sorge isolato il monastero, ispiratore di una spiritualità penitente.
