Camillo Sbarbaro. Trucioli di Liguria

Scarsa lingua di terra che orla il mare,
chiude la schiena arida dei monti;
scavata da improvvisi fiumi; morsa
dal sale come anello d’ancoraggio;
percossa dalla farsa; combattuta
dai venti che ti recano dal largo
l’alghe e le procellarie
ara di pietra sei, tra cielo e mare
levata, dove brucia la canicola
aromi di selvagge erbe“.
Camillo Sbarbaro, Liguria

Bastano poche parole, pochi “Trucioli” per riconoscere la Liguria. Bastano pochi versi per amare Camillo Sbarbaro.

Una poesia fatta di rivi, sassi, viti, ombre e lampi interiori. Appartata, intima, discreta. Profondamente ligure. Quella di Camillo Sbarbaro, nato a Santa Margherita Ligure, il 12 gennaio 1888 e scomparso a Savona il 31 ottobre 1967, è una poesia che si muove piano, “Pianissimo” – come dal titolo della sua raccolta del 1914 – ma che è stata in grado di smuovere tanto nel panorama italiano del primo dopoguerra e in tutto il successivo novecento italiano.

Una vita ritirata quella di Sbarbaro, sapientemente lontana dai riflettori e provvisoria, come ebbe lui stesso a definirla, trascorsa tra Varazze, Savona e Genova, dove, negli anni ’20, entrò in contatto con molti degli intellettuali del periodo, dai pittori Oscar e Fausto Saccorotti a Eugenio Montale, primo recensore della sua raccolta Trucioli nel 1920.

Se fu lontano dagli eventi mondani, Sbarbaro fu attivissimo negli studi scientifici: fu collezionista ed esperto catalogatore di licheni, di cui descrisse 127 nuove specie, molte delle quali portano il suo nome. Questa sua passione è in piena sintonia con la sua poesia, lontana dall’orfismo dannunziano ma anche dai Crepuscolari e in cui intimismo e diarismo rappresentano una modernità assoluta nel primo Novecento.

Il documentario

Il video “Camillo Sbarbaro: poesia e natura” diretto da Ugo Nuzzo è un ritratto dell’uomo Sbarbaro, diviso fra due le due passioni irrinunciabili, la scrittura e l’osservazione della natura, che hanno fatto di lui un poeta e un lichenologo di levatura internazionale, seppur non di altrettanta fama.

 

Camillo Sbarbaro – Scampoli Multimediali

Il museo “Camillo Sbarbaro – Scampoli Multimediali” è allestito a Santa Margherita Ligure all’interno di Villa San Giacomo, nel complesso museale cittadino di Villa Durazzo. Il progetto è promosso dal Comune con il contributo della Compagnia di San Paolo e con la collaborazione del fotografo Fernando Galardi, che nel 2016 ha donato al Comune quanto Sbarbaro gli aveva lasciato: foto, manoscritti, libri e 5 licheni che la sorella del poeta aveva tenuto per sé.
Il museo è una “antologia” dell’opera di Camillo Sbarbaro in chiave multimediale. Le postazioni in cui si articola lo spazio espositivo sono 4: si parte da una scrivania touchscreen, corredata dai testi di Sbarbaro e da una cartina della Liguria; la postazione permette di esplorare, tramite la mappa, i luoghi del cuore del poeta, con filmati accompagnati dalla lettura dei passi più significativi ad essi dedicati. La seconda postazione rappresenta una sorta di “album dei ricordi”, che contiene anche interviste a testimoni che hanno conosciuto Sbarbaro o ne hanno studiato l’opera.
I licheni del poeta sono conservati in un erbario e prendono vita nella terza postazione. Altri monitor impreziosiscono una quadreria multimediale, che presenta le tele di vari artisti vicini al poeta, come Oscar Saccorotti e Paolo Rodocanachi.
Il museo è visitabile su prenotazione email: info@villadurazzo.it

Il museo “Camillo Sbarbaro – Scampoli Multimediali” a Santa Margherita Ligure
Il museo “Camillo Sbarbaro – Scampoli Multimediali” a Santa Margherita Ligure