6° FestivAlContrario a Castelvecchio di Rocca Barbena
Il FestivAlContrario a Castelvecchio di Rocca Barbena, il luogo del “Bastian contrario”. Musica, arte, incontri, natura in uno dei borghi più belli d’Italia. La 6° edizione dal 1 agosto al 12 settembre 2026 (con Prefestival dall’11 al 31 luglio)
Un festival creativo, multidisciplinare con artisti internazionali, musicisti, poeti, trekking, visite guidate e assaggi a prodotti ed eccellenze del territorio. Dal 1 agosto – 12 settembre 2026 in uno dei Borghi più belli d’Italia, Castelvecchio di Rocca Barbena nell’immediato entroterra di Albenga (SV), ci sarà il FestivAlContrario un vero evento multidisciplinare e multiculturale, perfetto per stimolare la tua curiosità.

L’evento
Il programma realizzato con la Direzione Artistica di Vera Marenco e Manuela Litro, varia tra musica, arti figurative, poesia, dibattiti, oltre a iniziative di carattere sportivo e naturalistico per la scoperta del territorio, in collaborazione con enti e associazioni locali. Dal suggestivo concerto all’alba con colazione ligure all’orchestra sul prato, passando per spettacoli sotto le stelle, trekking, cene a tema, experience e percorsi che intrecciano arte, paesaggio e convivialità. Tutti nella rete di Comuni che unisce i borghi e le valli della Liguria di Ponente fino al Piemonte.
“Nutrimenti” il tema portante 2026, cioè tutto ciòè tutto ciò che alimenta la nostra vita: cultura, paesaggio, relazioni, pensiero, cibo e musica.. Dopo il Prefestival dall’11 al 31 luglio, il festival si svolgerà dal 1 agosto al 12 settembre 2026. Tra gli ospiti più attesi: Sergio Caputo, Gegè Telesforo, Dado Moroni & Max Ionata, Amaro Freitas, Lou Dalfin, Andy Luotto, Enzo Paci, Mauro Pirovano, Mario Incudine, Igor Chierici e altri artisti internazionali.

La storia di Bastian Contrario
La creatività è di casa a Castelvecchio di Rocca Barbena: lì sarebbe nato il famoso detto “Bastian Contrario”. Questa la sua storia: durante una delle infinite contese in cui si trovò compreso Castelvecchio, in particolare quella del 1672 tra piemontesi e Repubblica di Genova, un noto brigante sabaudo, chiamato appunto Sebastiano “Bastian” Contrario, venne incaricato dal Duca Carlo Emanuele di Savoia di condurre rapine e scorribande nelle zone di confine con la Repubblica di Genova depredando tutti i carri, le merci e le carovane genovesi che l’attraversavano. Ma Bastian Contrario e la sua banda non si preoccuparono di rispettare i patti e decisero di attaccare un po’ chi volevano loro, inclusi viandanti piemontesi. Non si sa bene come finì la storia, ma non dev’essere andata poi bene: si dice che Bastian Contrario perì quando, dopo un lungo assedio, i genovesi fecero saltare in aria il castello e s’impadronirono del feudo nel 1672.
Ma il suo nome – e chissà, forse anche il suo spirito – aleggia ancora a Castelvecchio di Rocca Barbena e, anzi, da lì è uscito ed è diventato una definizione comune a livello nazionale, come testimonia anche l’Accademia della Crusca.
