Storia di Ilaria. La principessa triste di Zuccarello

Il borgo che fu di Ilaria del Carretto, immortalata in una delle sculture più belle della storia dell’arte

Una principessa è per sempre.
Di Ilaria del Carretto, che andò in moglie a Paolo Guinigi, signore di Lucca nel 1403, e morì appena a 26 anni, hanno parlato poeti come Quasimodo, Pasolini, e d’Annunzio, la sua figura compare anche in un romanzo di Liala. La sua bellezza l’ha immortalata nel marmo Jacopo della Quercia scolpendo il sarcofago della cattedrale di San Martino a Lucca. Sì, perché fu sfortunata, Ilaria: morì giovane, a 26 anni e le principesse sfortunate, si sa, restano nel cuore.
Se volete incontrarla, ovvero camminare sui suoi passi, respirare la sua stessa aria, le atmosfere in cui è cresciuta, andate a Zuccarello, piccolo borgo della Val Neva.

Ilaria nacque proprio a Zuccarello, tutta la sua storia parte da qui, come in un sogno: un marchesato, un antico castello arroccato su un cucuzzolo, una terra fertile e generosa, un bel ponte a schiena d’asino che scavalca un torrente impetuoso. E, poi, un matrimonio, un signore importante in Toscana.
Oggi sembra lontano, ma Zuccarello, tranquillo borgo in cui il Medioevo non      sembra essere mai passato, era un centro importante ai inizio 1400: ospitava un Marchesato che controllava gli accessi alla via del Sale, una delle più importanti vie di comunicazione tra Liguria e Piemonte. Il marchesato s’estendeva in un ampio territorio, tra Balestrino, Castelbianco, Caprauna, Bardineto, fino ad Arnasco. Zone ricche di uliveti, boschi e coltivazioni, oltre che di mulini e strade per il nord.

“Da Zuccarello passava la Via del Sale, una delle più importanti vie di comunicazione tra mare e Piemonte – ci racconta il vicesindaco Luca Gardella – I Clavesana ne approfittarono per chiedere il dazio a chi passava: oggi questa usanza è per fortuna scomparsa, ma è stato ripristinato il “gradino du peaggiu”, in cui si pagava, esattamente nella sua posizione originale. Era montato ad un’altezza tale da permettere al conducente di un carro di non scendere e pagare rapidamente senza perdere tempo, come una sorta di telepass dell’epoca”.

La principessa, sollevando gli occhi avrà certamente avuto davanti il castello dei Clavesana, una rocca inespugnabile costruita dai Clavesana almeno tre secoli prima della sua nascita, distrutta solo dalle artiglierie in epoca napoleonica, ma che per anni garantì alla popolazione di salvarsi durante gli assedi, problema assai frequente nel medioevo. Il marchesato era autonomo in tutte le sue esigenze e servizi: quando le due porte delle mura, la “Soprana” e la “Sottana” venivano chiuse, tutto funzionava ugualmente, il borgo poteva resistere per giorni.
Al Castello si arriva da un pittoresco sentiero, chiamato proprio “Sentiero Ilaria del Carretto”: corre protetto, all’interno delle mura, esce dal borgo e sale al maniero. Chissà se Ilaria vi passeggiava con le sue dame di compagnia, o se vi giocava da bambina.
Finché rimase a Zuccarello, Ilaria condusse una vita certamente felice. Avrà assaggiato i dolci locali, le rocche: una ricetta antica di biscottini duri a base di pinoli o noci. Oppure sarà stata golosa della Torta di S. Bartolomeo, a base di pinoli e uvetta. Oggi sono i prodotti DE.C.O. di Zuccarello.


Fu nei primi anni del 1400, quando partì per andare in sposa al signore di Lucca, il potentissimo Paolo Guinigi, che le cose cominciarono ad andar male. Rimasto vedovo, Guinigi chiese ai Visconti di Milano di trovargli una nuova sposa di un casato degno e i Del Carretto fecero al caso suo, testimonianza del loro potere e della ottima nomea a livello “internazionale”. Non fu quindi il suo matrimonio la sua sfortuna, ma il parto della sua seconda figlia Ilaria Minor, nel 1405: Ilaria morì ad appena 26 anni. Ma Ilaria lasciò sicuramente un ottimo ricordo di sé a Lucca se per lei suo marito commissionò a uno dei più importanti scultore dell’epoca, Jacopo della Quercia, un sarcofago che viene annoverato tra i capolavori dell’arte medioevale. Oppure lo fece per allontanare leggende e sospetti? L’artista comunque fugò ogni dubbio: l’ha ritratta addormentata, distesa nella sua bellezza, come se dovesse alzarsi da un momento all’altro dopo un riposino.

Statua bronzea di Ilaria del Carretto

“A Zuccarello la figura di Ilaria aleggia ancora – continua Gardella – la sua statua bronzea in paese, realizzata nel 2006 per celebrarla, accoglie da Porta Sottana chiunque arrivi a Zuccarello e il sentiero a lei dedicato è stato restaurato e illuminato come pure il Castello. A lei è dedicata anche una rievocazione storica, organizzata da un gruppo con vestiti d’epoca, costumi che risalgono alla fine del 1300, custoditi dalla Pro Loco di Zuccarello. Sono giorni quelli, in cui le vie di Zuccarello si popolano di damigelle, armigeri e cavalieri, ore in cui Ilaria torna a passeggiare felice per Zuccarello insieme ai Marchesi”.
Un’atmosfera che rivive negli eventi del borgo, come la Fiera della Zucca, con mercatini tradizionali di prodotti locali, momenti in cui Zuccarello viene letteralmente preso d’assedio. Ma, per fortuna, solo da turisti e curiosi da ogni parte del mondo.

Contatti:
https://www.comunezuccarello.it