Il Museo dei Balzi Rossi, uno dei siti preistorici più importanti d’Europa, racconta la  storia della Donna del Caviglione e dell’umanità

A Ventimiglia, recenti studi hanno dimostrato che l’Uomo di Mentone, la sepoltura rinvenuta nel 1872 nelle grotte dei Balzi Rossi, in realtà è di sesso femminile, è la Donna del Caviglione. Il Museo dei Balzi Rossi raccoglie i reperti trovati nelle grotte che si aprono ai piedi di una imponente parete rocciosa di calcare dolomitico del Giurassico proprio sul confine d’Italia, il sito dei Balzi Rossi.

Situato a due passi dal mare e dal confine con la Francia e così chiamato per le grotte e gli imponenti falesie di calcare rosa dolomitico, è uno dei più importanti siti preistorici d’Italia e d’Europa.

Balzi rossi

La zona dei Balzi Rossi fu frequentata dall’uomo preistorico per un periodo di tempo che va dal Paleolitico inferiore (230.000 anni fa, Homo Heidelbergensis) al Paleolitico superiore (10.000 anni fa, Homo Sapiens): nell’area si sono accumulati nel corso dei millenni grandi depositi ricchi di resti faunistici e di manufatti litici, oltre a importanti sepolture, rinvenuti grazie a secoli di scavi archeologici. Oltre ai resti scheletrici rinvenuti in diverse sepolture, sono state ritrovate uno straordinario numero di statuine femminili, le veneri paleolitiche, il gruppo più consistente rinvenuto in Europa.

Il 26 marzo del 1872 gli scavi di Emile Riviere mettono inoltre alla luce una sepoltura dell’Uomo di Mentone. La sepoltura, caratterizzata da una cuffia formata da conchiglie e denti di cervo, da un corredo di ossa di cavallo e con una collana che le orna una caviglia, data 24.000 anni fa.

I recenti studi dell’équipe internazionale guidata dal Professore Henry del Lumley hanno scoperto che non si tratta di un uomo, bensì di una donna ribaltando lo scenario: l’Uomo di Mentone diventa la Donna del Caviglione : la sepolta è una donna di epoca gravettiana (24.000 anni fa), di alta statura. Le indagini scientifiche hanno permesso di scoprire che morì in età avanzata per l’epoca (circa 37 anni); l’ossatura riporta una ferita da difesa e attesta la gestazione di almeno un figlio.

Per presentare meglio i materiali dedicati alla Donna del Caviglione e le nuove scoperte, il Museo dei Balzi Rossi, è stato riallestito con una nuova veste. Una intera sala è dedicata alla scenografica ricostruzione di un giovane elefante preistorico, a partire dalle parti originali dello scheletro. I pannelli descrittivi sono stati ripensati con un linguaggio accessibile, sezioni per bambini, versioni multilingue.

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