Badalucco

Un borgo antico dove regnano sovrani l’ulivo e la buona cucina

Badalucco

Un borgo antico dove regnano sovrani l’ulivo e la buona cucina

Ben arrivato nel suggestivo borgo medievale nella Valle Argentina che costituisce un museo a cielo aperto con le sue facciate decorate dai disegni e motivi colorati. Qui tra le vie del borgo, ti accompagna il profumo del pregiato olio extravergine d’oliva: vera star di Badalucco. Qui si trovano tanti frantoi e Olio Roi, una delle aziende produttrici più note, che ha sede a Badalucco e organizza visite al Museo dell’olio e fattorie didattiche. Passeggiando tra i vicoli, tra scalinate e salite segui le indicazioni che portano alla cima di Badalucco dove si trova la Chiesa di San Niccolò che domina il piccolo borgo.

Nome in dialetto: Bäuco

IAT: Via Bianchi Marco,1, Badalucco IM

Telefono: 0184407007

Nel 2003 nasce un museo-laboratorio nei caratteristici locali del Palazzo municipale. Mostre temporanee ed eventi tra cui l’UpArtFestival, corsi di disegno, fotografia, ceramica.

Un quadro a cielo aperto

Caratteristica che rende unico Badalucco è l’abbondanza di muri affrescati. Questo borgo è unico nel suo genere, proprio perché l’arte è presente in ogni suo angolo dal 1993. La vera sfida per te sarà quella di scovare ogni opera tenendo sempre il naso all’insù!

Da visitare lo storico frantoio-museo Panizzi, con macine in pietra ancora in funzione e gestito dal discendente di una famiglia di produttori di olio.

Stoccafisso e fagioli badalucchesi

La buona cucina è il punto forte di Badalucco: devi assaggiare assolutamente il succulento stoccafissu au Baücogna, lo stoccafisso alla badalucchese, a cui nel mese di settembre, viene dedicata una grande festa e i famosi fagioli presidio Slow Food.

Badalucco, nel 1588, è stata al centro di un celebre processo dell’Inquisizione: fu condannata a morte e prima torturata Franca Borrello, accusata di rapporti con il diavolo.

Un po’ di trekking

Se ami l’avventura e le lunghe escursioni ti segnaliamo due percorsi: il primo è una mulattiera che porta sul monte Carmo, al santuario della Madonna della Neve, in bella posizione panoramica. Il secondo itinerario conduce a quasi mille metri di altitudine, alla Tana di Bertrand, una piccola grotta sul fianco del Monte Faudo dove sono stati ritrovati strumenti in osso, punte di freccia in selce e corredi funerari esposti al Museo di Sanremo.

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