Lumassina

Lumassina

Il Vitigno Lumassina è coltivato in un’area circoscritta della provincia di Savona, tra l’entroterra di Noli e quello di Finale Ligure (particolarmente nel comune di Orco Feglino e nei dintorni della frazione di Varigotti) e in parte della Provincia di Genova.

Curiosità

A Varigotti questo vitigno è chiamato Mataòssu, da "matti" ( "i bambini" in dialetto), per il fatto che questo vino non raggiunge mai una piena maturazione; a Quiliano viene chiamato anche Buzzetto, dalla consuetudine di vendemmiare le uve leggermente acerbe ("buzze" in ligure).

Caratteristiche

 

Vitigno a bacca bianca, viene coltivato in un'area circoscritta della provincia di Savona, tra l'entroterra di Noli e quello di Finale Ligure (particolarmente nel comune di Orco Feglino e nei dintorni della frazione di Varigotti), e in parte della Provincia di Genova. Foglia medio-grande, orbicolare o cuneiforme, intera o trilobata. Grappolo medio-grande, piramidale, medio-lungo, con due o tre ali ben sviluppate, compatto. Acino medio-piccolo, sferoidale o ellissoidale, corto. Buccia pruinosa, sottile, di colore verde appena sfumata di giallo; ombelico poco evidente. Prime testimonianze storiche nel trecento, nella zona di Genova, primi documenti scritti i testi del conte Giuseppe Di Rovasenda del 1877 e il bollettino Ampelografico del 1883.

Come viene lavorato

Vino Lumassina - Mataossu o Mataossu IGP

Vino bianco secco di colore da paglierino (tipo bianco) a paglierino tendente al dorato (tipo tradizionale, con breve fermentazione insieme alle bucce); odore delicatamente persistente con sentori di erbe e fiori di campo; in quello tradizionale si coglie un leggero sentore di legno bruciato; sapore secco di sensibile ma piacevole sapidità, discretamente leggero; nel tradizionale è presente una lieve tannicità. In tale indicazione geografica sono previste anche le tipologie Bianco, Rosso e Rosato.
Alcolicità: 10 - 11%;

Servirlo e conservarlo

Deve essere servito ad una temperatura di 10° C, in bicchieri a calice con stelo alto. Dà il meglio di sé nel primo anno di vita, quindi è consigliabile non superare tale limite. Deve essere conservato in posizione coricata negli scomparti più bassi della cantina, a una temperatura costante fra i 10° e i 14° C.


L'abbinamento perfetto

Vino bianco secco adatto ad accompagnare una buona gamma di piatti che vanno dagli antipasti ai secondi mediamente leggeri come friscieu (frittelle) di verdure alla genovese, gattafuin, verdure ripiene, panissa e farinata, insalata russa, cavolfiori e finocchi alla besciamella, potage di rape, minestre di verdure, lumache al verde, alici al vapore, alici impanate e fritte, coda di rospo, sgombri o sardine al verde e moltissimi altri piatti della cucina sia costiera che dell'entroterra.
La leggerezza e la sensibile sapidità del vino mitigano ed armonizzano le piacevoli sensazioni grasse di alcuni piatti ed esaltano gli aromi agresti delle verdure e quelli salsi dei piatti a base di pesce.

 

Dove trovarlo

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