Chinotto di Savona

Chinotto di Savona

Il chinotto, Presidio Slow Food, si coltiva in Liguria, nel territorio di Savona, da circa tre secoli. Qui i chinotti si estendono in una zona litoranea dai 2 ai 300 metri sul livello del mare, tra Varazze e Finale Ligure, spingendosi nelle vallate retrostanti.

Curiosità

Viene ritenuto una mutazione (gemmaria) dell'arancio amaro. I frutti vengono confezionati in vari modi: sciroppati, canditi, al liquore, in elisir, come marmellata e come mostarda. Mentre l'esportazione di chinotti era un tempo molto attiva verso l'Inghilterra, le Americhe e soprattutto la Francia (che, fino a non molti anni fa, da sola assorbiva i tre quarti della produzione ligure), attualmente tale commercio si è praticamente estinto

Caratteristiche

Citrus myrtifolia Raf. - sin. Citrus sinensis Pers., Citrus aurantium var. amara L., il chinotto è un alberello sempreverde, originario della Cina e della Cocincina. I frutti, disposti a grappoli, sono di piccole dimensioni (meno di g 50), della grandezza di una grossa albicocca, sferici, ma alquanto appiattiti alla base, apireni o con semi piccoli. La buccia sottilissima è di colore giallo-arancio, intensamente profumata; la polpa si presenta gialla, poco sugosa, leggermente amara e con 8-10 spicchi.

Come viene lavorato

Il chinotto si innesta su melograno o sul Poncirus trifoliata. La produzione del chinotto ha inizio dopo quattro anni dalla messa a dimora. La raccolta dei frutti è scalare: da metà settembre a tutto dicembre, cogliendo un terzo di frutti verdi e due terzi di frutti gialli e aranciati. In media una pianta può dare, nel periodo medio di produttività, 400-500 frutti delle diverse dimensioni e dei diversi gradi di maturazione. Commercialmente i frutti si classificano in regolari (da 18 grammi in su), medi (9-17 g), piccoli (meno di 9 g).

Dove trovarlo

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